INQUINAMENTO DELLE ACQUE: CAUSE, CONSEGUENZE E RIMEDI. L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSTICA
Relatore: Dott. Daniele Vietti
Il loro meccanismo d’azione è complesso e vario. Infatti provocano alterazione genetica ed epigenetica, quindi possono alterare il DNA oltre ad inibire i meccanismi apoptotici e riparativi. Inducono stress ossidativo e infiammazione, inibendo l’attivazione degli enzimi antiossidanti, sequestrando i sistemi riducenti come il Glutatione, esasperando la proliferazione dei radicali liberi sulla membrana e sostituendosi ai minerali essenziali. Provocano alterazioni ormonali, sia alterando le ghiandole endocrine, sia alterando il trasporto ormonale, sia disturbando i recettori sulla cellula. Aumentano i livelli di omocisteina HCY alterando la produzione di glutatione e la rimetilazione. Inoltre riescono ad alterare le risposte del sistema immunitario, sia rendendolo meno efficace, sia esasperandone le risposte.
Siamo esposti ai metalli tossici anche quando respiriamo, beviamo o mangiamo, pertanto non possiamo evitarli del tutto, ma possiamo lavorare su di noi per limitarne l’effetto nocivo e monitorarci per controllare quello a cui siamo esposti, ma anche possiamo controllare le fonti con cui entriamo in contatto quotidianamente.
L’acqua rappresenta sicuramente un elemento costante. È una risorsa essenziale e ormai più che preziosa, e dovremmo consumarne almeno un paio di litri al giorno. Questo ci rende potenzialmente esposti in modo cronico nel caso in cui la nostra acqua sia inquinata con livelli di metalli tossici fuori dai limiti di sicurezza.
Quali sono i criteri di qualità dell’acqua che arriva al nostro rubinetto?
Dobbiamo considerare che solo nel 2020 viene pubblicata la nuova direttiva UE 2020/2184 che aggiorna i criteri di qualità delle acque destinate al consumo umano rispetto alla vecchia direttiva (98/83 CE, 1998!!).
A livello italiano siamo passati dal D.Lgs. 31 del 2001 al D. Lgs. 18 del 2023 (23 anni!!) e le sostanziali novità riguardano vari aspetti di responsabilità dei gestori dell’acquedotto, gli operatori del settore trattamento acque e anche direttamente i cittadini. Soprattutto son stati aggiornati gli aspetti di valutazione rischi, dei piani di sicurezza acqua, della distribuzione nel tratto interno agli edifici, la trasparenza e la comunicazione nei confronti del cittadino, oltre all’aggiornamento dei parametri chimici di sicurezza, anche dei metalli pesanti. I parametri chimici hanno infatti subito una importante revisione, con la modifica dei valori per alcuni parametri ma soprattutto con l’introduzione nell’elenco di nuove sostanze per le quali gli studi ne hanno dimostrato la tossicità per l’uomo e quindi la necessità di essere normate. Ad esempio l’introduzione dell’Uranio come elemento da monitorare, la riduzione del contenuto massimo ammesso di Cromo (che è considerato cancerogeno di Classe 1), ma a partire dal 2026, e ancora, la riduzione del contenuto massimo di Piombo da 10 mcg/L a 5 mcg/L, ma a partire dal 2036. Questo per far capire quanto possa essere difficile anche solo la riduzione di alcuni parametri rispetto alla qualità e alla manutenzione della nostra rete idrica.
Una revisione così radicale ci conforta per il futuro, ma ci fa rendere conto di quanto tempo siamo stati invece soggetti a potenziali rischi di inquinamento e per quanto lo saremo ancora.
In questa relazione vedremo quali sono i rischi connessi all’esposizione ai metalli tossici, ma anche in che modo possiamo difenderci.
A questo proposito abbiamo sostanzialmente due strade da percorrere contemporaneamente.
La prima strada è cercare di evitare le fonti inquinanti e renderci meno ricettivi all’accumulo.
La seconda è il monitoraggio, sia dell’ambiente che ci circonda, sia dell’accumulo nel nostro organismo.
Conoscere le fonti inquinanti diventa fondamentale, quantomeno per ridurre il carico di esposizione quotidiana. Su certi elementi possiamo agire, stile di vita e attenzione ad alcuni dettagli possono fare la differenza. Su altri invece non possiamo agire, quindi dobbiamo cercare di renderci meno sensibili all’accumulo. Esposizione non è uguale a tossicità. Possiamo ridurre l’assorbimento e l’accumulo negli organi attraverso il controllo dell’infiammazione e dello stress ossidativo, così come anche un apporto sufficiente di micronutrienti. I minerali tossici si sostituiscono ai minerali essenziali, soprattutto se abbiamo carenze. I soggetti malati hanno un maggiore accumulo di metalli pesanti rispetto ai soggetti sani.
Non possiamo modificare il nostro ambiente, ma possiamo monitorarlo.
Poter valutare a cosa siamo esposti è un’arma essenziale, per contrastare e per essere più efficaci nell’evitare le eventuali fonti. E ancora di più poter andare a cercare nel nostro ambiente la fonte inaspettata. Consumiamo acqua quotidianamente e questa abbiamo visto che può nascondere alcune insidie. Soprattutto i limiti di legge non ci tutelano completamente. Consideriamo che il limite massimo ideale per Piombo, Arsenico e Uranio è zero. Viceversa il Piombo ha attualmente il limite di 10 mcg/L, così come l’Arsenico, che però ha una dose tollerata giornaliera di 13 mcg per Kg di peso corporeo, e l’Uranio, che finalmente ha un limite dichiarato di 30 mcg/Litro.
Se consideriamo di bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, senza considerare l’acqua che viene assorbita dal cibo che cuciniamo possiamo superare ampiamente le dosi ritenute dannose per la salute.
Quali test possiamo effettuare per effettuare questi controlli?
Il monitoraggio su di noi può essere fatto attraverso l’analisi del capello, che ci fornisce un quadro di tutti i minerali tossici cui siamo esposti, oltre a valutare eventuali carenze o squilibri dei minerali essenziali.
Allo stesso modo l’analisi dell’acqua può essere utile sempre, ma soprattutto nel momento in cui indagini cliniche mostrino accumulo o esposizione ad elementi tossici, sia con valori analitici che con sintomi da tossicità. Oppure quando si cambia casa, o si vive in una casa molto vecchia (dove le tubature potrebbero non essere perfette). Se vengono riportati problemi sull’acqua della zona, o anche se si acquista un nuovo sistema di filtrazione.
Il confronto con il proprio medico curante è parte integrante di tutto questo processo, così come la scelta di appoggiarsi ad un laboratorio affidabile e certificato.
Alla luce di ciò che abbiamo appena visto non possiamo fare finta di niente. Soprattutto se parliamo di bambini, di mamme o future mamme, di anziani e di soggetti deboli.
Oggi, non considerare di agire anche sul controllo dei metalli tossici o fare finta che non rappresentino un problema è ormai un atteggiamento irresponsabile.
Dott. Daniele Vietti
Responsabile Driatec. Esperto in analisi del capello e urine per la ricerca di Metalli Pesanti. Milano.
